Custodiamo gelosamente e nutriamo il lievito madre con il quale prepariamo i filoncini di pane della prima colazione e i panini aromatizzati che trovate sul buffet sia a pranzo che a cena. Utilizziamo farine locali, miste integrali, olio evo e lo facciamo lievitare a lungo.

 

Perché utilizziamo il lievito madre

 

Il lievito madre necessita di un po’ di cure e di attenzioni, ma in cambio vi potrà dare molta soddisfazione nella preparazione di un ottimo pane di tutti i tipi, che risulterà croccante fuori e morbido dentro, molto profumato, leggero, senza sapore acido (tipico del solo lievito di birra) e con un ottima conservabilità.

 

Senza contare la gioia di riuscire ad interagire con un composto vivo che ad ogni nostro rinfresco avrà nuova linfa vitale. Va nutrito, accudito e coccolato (noi amiamo definirlo come il nostro “bambino”) e con poche attenzioni potremo tenerlo in vita per molti anni (pensate che il ceppo originario di quello che usiamo risale al 1800!).

 

Per potere ottenere il meglio dal nostro “bambino” dobbiamo però “metterlo in forma”, cioè nutrirlo nel vero senso della parola, con delle operazioni giornaliere chiamate “rinfreschi” che ci permetteranno di avere una massa che in 4 ore a 28/30 gradi sarà in grado di triplicare il suo volume. Una volta usato il lievito che serve per l’impasto (dal 35 al 40 %) ne conserveremo sempre una parte, che ci servirà per gli altri giorni; potremo a questo punto dargli il meritato riposo, in acqua pulita ed in cella frigorifera, fino al giorno seguente.

Lo sapevate che…

In tempo di guerra chiunque avesse in casa del lievito madre era tenuto a cederne un po’ a chi gliene faceva richiesta, per consentirgli di prepararsi il pane in casa.